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Cari Amici Vi Scrivo e Ve le canto

14 maggio 2020 – IO NON MI SENTO CAMPANO (dedicata a SAN Vincenzo DELUCA)

Io V.M. sono nato e sopravvivo a Boscoreale provincia di NAPOLI nel FEUDO del GOVERNATORE DELUCA

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

Mi scusi PRESIDENTE
Non è per colpa SOLO mia
Ma questa nostra REGIONE
Non so proprio cosa sia
Può darsi che mi sbagli (non penso proprio)
Che ERA una bella IDEA
Ma temo che diventi
Una brutta SORPRESA (si guardi il SARNO)
Mi scusi PRESIDENTE
Non sento proprio il BISOGNO
Dell’URNA REGIONALE
Di cui TANTO mi vergogno
In quanto agli ELETTORI (cittadini AMMAESTRATI)
Non voglio giudicare (SPETTA forse a DIO e di SICURO a LEI)
I SUOI non sanno
ma forse fanno FINTA

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono
Mi scusi PRESIDENTE
Se arrivo all’impudenza
Di dire che non sento più
Alcuna appartenenza
E tranne MASANIELLO
E altri MARTIRI gloriosi
Non vedo alcun motivo
Per essere ancora orgogliosi

Mi scusi PRESIDENTE
Ma LEI mi fa venire in mente il fanatismo
Delle camicie nere
Come al tempo del fascismo
Da cui un bel giorno nacque
Questa FINTA democrazia
Che a farle i complimenti
Ci vuole TANTA ma TANTA fantasia

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

Questa bella REGIONE
Piena di poesia
Ha tante RISORSE UMANE
Ma in questo mondo FALSO
È la periferia

Mi scusi PRESIDENTE
Ma questa nostra(?) REGIONE
Che LEI Sire ben rappresenta
Mi sembra un po’ tanto sfasciata
E’ anche troppo chiaro
Agli occhi della gente (ancora sveglia)
Che tutto è calcolato
E non funziona quasi niente

Sarà che i CAMPANI
Per lunga tradizione
Son troppo appassionati
Di ogni discussione
Persino in Consiglio Regionale
C’è un’aria incandescente
Vi scannate(?) su tutto (per finta ovviamente)
Infatti non cambia quasi mai niente

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

Mi scusi PRESIDENTE
Deve convenire
Che le MAGAGNE che abbiamo
Ce le dobbiamo dire
Ma a parte il disfattismo
Noi siamo quel che siamo
E abbiamo anche un passato
Che non dimentichiamo

Mi scusi PRESIDENTE
Ma forse noi CAMPANI
Per gli altri siamo solo
Spaghetti e mandolini
Allora qui mi incazzo
Son fiero e me ne vanto
Gli sbatto sulla faccia
Cos’è il NOSTRO TALENTO

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

Questa bella REGIONE
Forse è poco saggia
Ha le idee confuse
Ma se fossi nato in altri luoghi
Poteva andarmi forse peggio

Mi scusi PRESIDENTE
Ormai ne ho dette tante
C’è un’altra osservazione
Che credo sia importante
Rispetto agli ITALIOTI
Noi ci crediamo meno
Ma forse abbiam capito
Che il mondo è un teatrino

Mi scusi PRESIDENTE
Lo so che non gioisce
Se il grido “Italia, Italia”
C’è solo alle partite
Ma un po’ per non morire
O forse un po’ per celia
E’ stata fatta l’ITALIA
Rifacciamo la CAMPANIA

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

Io non mi sento CAMPANO
Ma per SFORTUNA purtroppo lo sono

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12 maggio 2020 – IL SARNO CHE VERRA’ (dedicata alle METASTASI VOTANTI)

A PROPOSITO: “CARA METROPOLIS TV ME LO REGALI IL VIDEO DELLA FOTO (PALAZZO PERMETTENDO) CHE LO INSERISCO così si capisce TUTTO e meglio), GRAZIE!

PREMESSA:
Se chi inquina UCCIDE, allora finché chi inquina non MUORE, il Sarno non potrà mai risuscitare. Il resto sono chiacchiere. Visto però che quelli con le PALLE e le PALLOTTOLE appartengono solo al SISTEMA INQUINANTE, allora occorre SOLO l’intervento dall’Alto. Preghiamo e stiamo zitti. “Quando un popolo senza palle incrocia i Bastardi con le Palle e le Pallottole, o se le fa spuntare le PALLE e li combatte o lo prenderà sempre in quel posto.”

 

Caro Sarno ti scrivo
Così mi discolpo un po’
E siccome sei molto inquinato
Più triste ti scriverò
Da quando sei Stato ferito
Non c’è una grossa novità
L’uomo vecchio non è mai finito
E per questo qualcosa ancora qui non va
Si esce poco di casa
Compreso quando è festa
E c’è chi ha messo dei vessilli di merda vicino alla finestra
E si sta senza protestare per intere settimane
E a quelli che non fanno mai niente di buono del tempo ne rimane
Ma la televisione ha detto che il nuovo Sarno
Subirà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già godendo
Sarai più volte ripulito e faremo festa tutti i giorni
Ogni Responsabile sarà messo sulla croce
E anche gli uccelli faranno ritorno
Ci darai da mangiare e da bere tutto l’anno
Anche gli ultimi potranno parlare
Mentre i Padroni già lo fanno
E ti si farà GIUSTIZIA ognuno come potrà.
E ti si darà amore ognuno come gli va
Anche i preti potranno ribellarsi
E non soltanto a una certa età
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
Saranno forse i troppi furbi
E i colpevoli di ogni età
Vedi caro Sarno cosa ti scrivo e ti dico
E come sono contento di essere qui in questo momento
Vedi, vedi, vedi, vedi
Vedi caro Sarno cosa si deve inventare
Per rifletterci sopra
E cominciare a sparare
E se quest’anno poi passasse in un istante
Vedi Sarno mio come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch’io
Il Sarno che sta arrivando tra un anno non cambierà
Perché Io mi sto preparando
È questa la Novità!

 

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22 gennaio 2010 – BELLA CIAO (dedicata ai massacrati dalle discariche di STATO e NON)

http://www.boscorealeperamico.it/boscorealeperamicositoold/affacciatiallafinestra.htm

La canzone dei partigiani riscritta per la guerra ai rifiuti.

Testo: Vincenzo Martire Musica: Camera Magmatica

Questa mattina mi son svegliato

Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

Questa mattina mi sono svegliato

E ho trovato l’invasion

Oh Bassolino (o Caldoro o DELUCA) portala via

Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

Oh Bassolino (o Caldoro o DELUCA) portala via Che mi sento di svenir

E se io muoio da cittadino

Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E se io muoio da cittadino

Tu mi devi seppellir

Seppellirai laggiù sul lago (di percolato)

Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

Seppellirai laggiù sul lago (di percolato)

Sotto tanta spazza-tour

E tutti quelli che passeranno

Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E tutti quelli che passeranno

Mi diranno oh che fetor

E questo è il prezzo del cittadino

Oh bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

E’ questo e il prezzo del cittadino che è chiamato a pagar

 

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8 maggio 2009 – LO STATO CHE VERRA’. (dedicata a chi ancora si indigna e combatte). Ciao Amico Francesco Paolo ORESTE e grazie ancora per le belle parole.

 

 

Caro Giorgio Ti scrivo così Ti distraggo un po’
e siccome sei tanto lontano più forte Ti scriverò.
Da quando sei a Roma c’è una grossa novità,
la Napoli vecchia è finita ormai
e quasi tutto qui non và.

Si esce ancora la sera compreso quando è festa
ma c’è chi ha messo le gabbie di ferro vicino alle finestre,
e si sta senza mangiare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da fare
il digiuno gli rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo Stato
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
ci sarà tre volte da mangiare e festa tutto il giorno,
ogni Uomo scenderà dalla croce
anche le persone faranno ritorno.

Ci sarà lavoro e cibo tutto l’anno,
anche i cittadini potranno parlare
mentre i potenti già lo fanno.

E si darà amore ognuno come gli va,
tutti i politici si potranno ricandidare
ma fino a una certa età,
e con qualche disturbo qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo ingordi
e i prepotenti di ogni età.

Vedi caro Giorgio cosa Ti scrivo e Ti dico
e come sono scontento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro Giorgio cosa si deve inventare
per poter rifletterci sopra,
per continuare a lottare.

E se questa canzone non passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io.

Lo Stato che si sta imballando tra non molto finirà
io mi sto preparando è questa la novità.