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Le inadempienze omissive del Comune

I cittadini volontari di Boscoreale si appellano allo STATO e chiedono aiuto

Ministro dei Trasporti

Onorevoli parlamentari

Dirigenti del Gruppo FS

A Boscoreale, in provincia di Napoli, da alcuni anni, e precisamente dal 24 settembre 2008, una parte della comunità locale ha preso in consegna e ha curato sin da subito un bene dello Stato, ossia un bene pubblico rientrante nel patrimonio immobiliare gestito dal Gruppo FS, tramite RFI SpA.

Si tratta della vecchia stazione FS di Boscoreale che si trova sulla linea ferroviaria Cancello – Torre Annunziata Centrale, attualmente chiusa all’esercizio ferroviario dal 2005.

Il bene immobiliare è costituito dal Fabbricato Viaggiatori, dai bagni esterni, dal Fabbricato IS comprendente uno spogliatoio e un piccolo deposito e dal vecchio Magazzino Merci con annessa area dello Scalo Merci.

Queste strutture, in passato, erano state concesse in fitto al Comune di Boscoreale e precisamente dal 2002 al 2007, al prezzo di 1.240,00 euro mensili.

Nei cinque anni di fitto, il Comune praticamente non ha mai usato gli immobili, al contrario li ha abbandonati a sé stessi, facendoli degradare in maniera impressionante.

Poi, nel mese di maggio del 2007, li ha restituiti a RFI in condizioni pessime.

Nel 2008, quando  è stata fatta la consegna ai volontari dell’associazione Stella Cometa, gli immobili versavano in condizioni disastrate: tutti i solai di copertura erano sprovvisti del manto impermeabile, gli infissi erano tutti vandalizzati e in parte mancanti perché rubati, sia quelli esterni che quelli interni, gli intonaci dei solai e in parte quelli delle pareti, erano degradati in modo pesante, alcuni cornicioni cadevano a pezzi, gli impianti elettrici ed idrici erano pressoché inesistenti, tutti devastati, per terra c’erano tonnellate di rifiuti, notevoli quantità di escrementi umani ed animali, e centinaia di siringhe sparse dappertutto, lasciate lì dai tossico dipendenti, infine i pozzetti delle canalizzazioni esterne erano tutti sprovvisti dei coperchi, perché rubati.

I volontari, non si sono scoraggiati, e con tanti sacrifici di tempo, di lavoro ed anche economici, pian piano, hanno rimesso in sesto tutti i beni ricevuti in consegna con la formula del comodato d’uso.

Man mano che si completavano i lavori, si dava concretezza all’opera di riqualificazione, e si organizzavano nel tempo, tante attività di aggregazione sociale e culturale, come i concerti, le mostre, i mercatini, i cineforum e tantissimi corsi di danza popolari e balli vari, di ricamo e cucito, di lingue, di informatica, di pittura, di ceramica, di disegno e fumetto.

E’ stata allestita una piccola biblioteca che oggi conta quasi cinquecento libri, tutti donati da privati cittadini.

E’ stata allestita una sala giochi dove attualmente vengono accolti i ragazzi e i giovani del quartiere e dei territori circostanti, essi possono usufruire gratuitamente di un bigliardino, di un ping-pong , di svariati giochi da tavolo e anche di un campetto di bocce ricavato in un binario in disuso.

In questi giorni è stato rinnovato da parte di RFI il contratto di comodato scaduto, ma in esso vi è stata inserita una nuova clausola, e cioè non è stata prevista nessuna scadenza, in pratica bisognerà lasciare tutti gli immobili senza nessun preavviso ma a semplice richiesta di RFI.

I volontari sapevano e sanno che la formula del comodato è fatta così, e cioè tutte le migliorie e i lavori effettuati sono il prezzo da pagare per avere a disposizione un immobile pubblico o anche privato.

Essi però si chiedono se la grande opera di valorizzazione fatta su un bene dello Stato, solo ed esclusivamente con i sacrifici di tanti cittadini, non meriti una ricompensa in termini di maggior durata del comodato rispetto allo standard normale.

Tanto più se si prende a paragone il comodato concesso nella vicina Stazione di Terzigno, dove i comodatari, che sono anch’essi un’associazione culturale, per utilizzare le strutture non hanno dovuto neanche tinteggiare le pareti, ma sono semplicemente entrati in un luogo normale, non devastato, non vandalizzato, non sporcato.

Con questa lettera si fa appello al Ministro, ai parlamentari tutti ed ai vertici del Gruppo FS, affinché venga garantito ai volontari della Stazione FS di Boscoreale un tempo certo di permanenza nelle strutture.

Tenendo presente che la valorizzazione apportata agli immobili, la pulizia costante dei luoghi, la custodia degli stessi, e tutti i servizi resi alla comunità possono essere quantificati in almeno centomila euro per quanto è stato fatto nei primi cinque anni.

In attesa che lo Stato dia una risposta a questo appello, i Volontari della STAZIONE stanno comunque continuando ad erogare servizi a tutta la comunità, continuano ad occuparsi della manutenzione degli immobili, e stanno eseguendo la pulizia costante dei luoghi sia di quelli ad essi affidati che degli spazi limitrofi, pur trovandosi in gravissime condizioni economiche, alle quali fanno fronte con tanti sacrifici.

I VOLONTARI DELLA STAZIONE FS DI BOSCOREALE

In data 10 febbraio 2014 l’amico Giornalista Carmine Alboretti ancora una volta fa proprio l’appello dei volontari della STAZIONE e ne  dà risalto sul suo giornale LA VOCE SOCIALE

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