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LA RIANIMAZIONE

83.Pizzini vecchi per un nuovo anno

SMS per Giorgio Napolitano da Boscoreale .

“Non Le chiedo nulla, perché giustamente nelle risposte precedenti mi è stato scritto che la sua Istituzione non può interferire con le altre, come la Procura o il Comune.

Mi premeva solo ricordarLe che da aspirante cittadino, non amo lo Stato che mi governa, perché lo sento come un Patrigno, pronto a far soccombere i suoi figliastri, cioè i semplici cittadini, e a soccorrere i suoi figli prediletti, cioè i politicanti e i loro amici.

Con profonda amarezza, Le porgo distinti saluti.
Vincenzo, un martire vesuviano=.
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MESSAGGIO NELLA BOTTIGLIA n. 1 (la visione del vescovo Nogaro) – 25 gen 2011

Il vescovo Nogaro, ribadisce la sua visione, ancora irrealizzata, di una Chiesa lontana dal potere e vicina agli ultimi. «Il Vangelo non è più la trasparenza della Chiesa, viene compromesso da tutte le vicende politiche della Chiesa stessa» che «sembra voler essere l’autovelox della morale: sta nascosta dietro l’angolo e quando la cultura sfreccia e magari sembra violare, per eccesso di velocità, soprattutto i temi della morale – l’aborto, l’eutanasia, la fecondazione artificiale, la famiglia, le coppie di fatto, i divorziati, gli omosessuali – eleva sanzioni». È spesso una «Chiesa autoreferenziale», che «confonde facilmente i suoi fini con i suoi interessi». Vorrei invece, prosegue, «una Chiesa di frontiera, e la frontiera è fuori dal tempio, è un luogo esposto, è il luogo degli arrivi e delle partenze, dell’imprevisto e dell’inedito». Una Chiesa capace di «difendere l’uomo dal dominio incontrollato delle istituzioni e delle corporazioni, che rischiano di renderlo puro strumento della loro volontà di potenza; di allargare gli ordinamenti democratici, che esprimono la sovranità popolare, per rendere attiva sempre la libertà personale; di difendere l’uguaglianza tra gli uomini, impedire lo sfruttamento di una classe sull’altra, di un popolo su un altro e combattere apertamente l’onnipotenza del capitale e del profitto, della mafia e della camorra».
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IN QUESTI GIORNI, ALCUNI DI QUEI CITTADINI, CHE NON POTENDO RESPIRARE, AVEVANO CERCATO, OGNUNO A SUO MODO, DI RIBELLARSI A TANTA SOFFERENZA, AGENDO SICURAMENTE PER LEGITTIMA DIFESA, PER DIFENDERE APPUNTO IL LORO DIRITTO A RESPIRARE, HANNO RICEVUTO DEGLI AVVISI DI GARANZIA.

ALCUNI DI QUESTI DESTINATARI DEGLI AVVISI DI GARANZIA, SONO STATI RICONOSCIUTI DA ORGANI DI POLIZIA INVESTIGATIVA COME APPARTENENTI ALL’ASSOCIAZIONE STELLA COMETA, E NON SI CAPISCE SE QUESTA PRECISAZIONE E’ STATA FATTA PER SEGNALARE AI MAGISTRATI CHE FACENDO PARTE DI UN’ASSOCIAZIONE CHE HA RIMEDIATO AI GUASTI DELLO STATO, CON UNA GRANDE OPERA DI RISANAMENTO DI UN BENE PUBBLICO, NON POSSONO IN ALCUN MODO ESSERE RITENUTI PERICOLOSI, O SE AL CONTRARIO, DATO CHE L’ASSOCIAZIONE STELLA COMETA HA APERTO LE PORTE ALLA COMUNITA’ CHE PROTESTAVA, E CHE LOTTAVA PER NON SOFFRIRE, L’APPARTENENZA ALL’ASSOCIAZIONE DEVE ESSERE RITENUTA COME PERICOLOSA PER L’ORDINE PUBBLICO.

IERI SERA UNO DI QUESTI SOCI, CHE HA ANCHE L’AGGRAVANTE DI ESSERE SOCIO FONDATORE, MI HA CONFIDATO DI AVER DICHIARATO LA SUA ESTRANEITA’ E LA SUA LONTANANZA DALL’ASSOCIAZIONE, PROPRIO PER PRENDERE LE DISTANZE IN VISTA DI UN EVENTUALE RINVIO A GIUDIZIO.

LA MIA AMAREZZA E’ AL MASSIMO, NON PER IL COMPORTAMENTO DI UN AMICO, CHE SENTENDOSI MINACCIATO, HA RITRATTATO LA STIMA E IL SOSTEGNO CHE SEMPRE MI HA DIMOSTRATO IN TANTE OCCASIONI, MA PERCHE’ QUANDO ACCADONO QUESTI EPISODI, NON MI SENTO PIU’ UN CITTADINO ITALIANO, E LO STATO MI APPARE MORTO.

Boscoreale 1 dicembre 2011 h. 1.00 am
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30nov2011 – ultimo pizzino pubblicato -
“Essere e avere “ Scelsi un tavolo in fondo alla sala, vicino a un ragazzo con i capelli ricci che indossava un vestito tutto d’oro vero. Questi vedendomi quanto meno sorpreso, fece scorrere la sedia verso la mia con strana urgenza: giunti a contatto ci guardammo per pochi secondi, io sbigottito e lui quasi allarmato. Poi esordì improvvisamente accostando la bocca al mio orecchio come quando si rivela un segreto:
Avere significa possedere cose esterne all’individuo, essere significa possedere cose interne all’individuo: dunque anche l’essere in quanto possedere è avere, e poichè tutto quello che si può avere è comunque un capitale, lei, che con questa barba intellettuale e l’aspetto di chi approfondisce sempre lo stato delle cose possiede di certo una ricca interiorità, non è meno capitalista di me, che con questo vestito tutto d’oro vero possiedo semplicemente una ricca esteriorità…Io lo ascoltavo denotando nel suo volto una totale assenza di espressività”.

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Elezioni amministrative a Boscoreale (NA), gli aspiranti Politici e il volontariato sociale.
A proposito di richieste ricevute in campagna elettorale.
Premetto che non mi permetterei mai di invitare qualche candidato nel piccolo santuario del volontariato allo stato puro che è da sempre la Stazione, proprio per non contaminarla.
Se, invece, fossi stato io un candidato, avrei dichiarato nel programma, in modo inequivocabile, cosa farei, una volta eletto, in favore di quei pazzi che da oltre quattro anni stanno testimoniando con il loro impegno, totalmente gratuito, che si può ancora sperare in un cambiamento civile, sociale e culturale, in questa nazione corrotta e degradata.
Infine, avrei stampato sui fac-simile della propaganda, l’invito a donare il cinque per mille all’associazione di promozione sociale Stella Cometa – La Stazione, che per miopia della politica di Palazzo è stata costretta ad operare sempre senza mezzi, contando solo ed unicamente sulla generosità di alcuni cittadini.
A tutti coloro che mi chiedono il voto vorrei dire, che, per cambiare Boscoreale, non è necessario entrare nel Palazzo, ma se lo si vuole veramente, lo si può fare, vestendo gli abiti di cittadino-libero e non più quelli di cittadino-suddito nei quali molti si sono adagiati negli ultimi decenni.
Unendosi agli altri, si deve pretendere dalla Politica quel cambiamento che il popolo sovrano di Boscoreale desidera e lottare ogni giorno affinché si realizzi.
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Elezioni 2013 a Boscoreale, quesiti dal popolo libero ai candidati Sindaci, attendiamo risposte
Messaggio per i candidati a Sindaco di Boscoreale.
Questo è un invito a rispondere a queste domande, anche solo con un comunicato sul web.

Premesso che queste domande nessuno le ha mai volute porre al vecchio sindaco, e che il Commissario Prefettizio non ha mai risposto sulla pagina del Comune di Boscoreale, dove sono state postate, le poniamo noi ora ai cinque candidati a sindaco, magari potrebbero dirci su come risponderebbero se fossero essi a capo dell’Amministrazione Comunale.
D.
La seguente Petizione dei cittadini per la vivibilità e viabilità, presentata al Comune all’epoca dei Commissari nel 2008, sarà presa in esame dalla nuova Amministrazione?
Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Regione Campania
Al Presidente della Provincia di Napoli
Al Responsabile della Protezione Civile
Al Prefetto della provincia di Napoli
All’A.C. del Comune di Boscoreale

Emergenza viabilità e vivibilità nel centro storico di Boscoreale (NA).
In conseguenza dei lavori di riqualificazione nel centro storico di Boscoreale, le attività del centro storico, sia quelle private che quelle pubbliche sono state messe in ginocchio: Casa Municipale, Parrocchia Immacolata Concezione, Banca SanPaolo, Banca Popolare di Ancona, scuola media statale DATI, numerosissimi esercizi commerciali, studi di medici, avvocati, notai, 2 farmacie, circa 3000 residenti, ecc.
L’abolizione del tronco di strada che collegava via STE Cirillo con Via Papa Giovanni XXIII è stata un vero e proprio colpo al cuore del sistema di viabilità del centro storico già di per sè deficitario;
i lavori di pedonalizzazione di Piazza Pace (luogo utilizzato per decenni come parcheggio delle auto, già di per sè insufficiente) sono stati appaltati senza aver prima individuato e costruito un parcheggio alternativo.
Questo problema era condiviso dal Commissario prefettizio Saladino, infatti egli stesso aveva dichiarato sul notiziario Informa Comune del mese di luglio del 2006, che prima di consegnare i lavori avrebbe affrontato la questione, convocando anche un’assemblea cittadina per recepire qualche suggerimento e trovare un rimedio alla carenza progettuale.
Invece nel mese di Ottobre del 2006, il Commissario rinnegando quanto dichiarato, ha fatto consegnare i lavori e purtroppo quello che lui stesso aveva previsto si è puntualmente verificato:
ogni giorno nelle ore di maggior traffico il centro storico resta paralizzato, con i cittadini che non trovano più un posto dove sostare e nel tentativo di tornare alle proprie abitazioni, spesso restano intrappolati nei sensi unici che sono diventati dei labirinti.
Tutto ciò premesso, si chiede quanto segue:
• reperire con urgenza un suolo da destinare a parcheggio temporaneo, in sostituzione di quello che fino a qualche mese fa era ricoperto da Piazza Pace o in alternativa destinare una parte della Piazza a parcheggio almeno nei giorni lavorativi, in attesa della costruzione di un parcheggio definitivo.

• rivedere il Piano del Traffico permettendo il doppio senso di marcia nella strada che costeggia il lato ovest di Piazza Pace con tutti gli accorgimenti del caso;
attualmente è previsto solo il senso di marcia Sud – Nord, che costringe chi volesse uscire dal centro a imboccare Via Matteotti fino a via Ste Cirillo dove è stato predisposto un doppio senso su una strada che non consente il passaggio simultaneo di un bus e un’automobile.
Si sollecita la costruzione di uno o più parcheggi definitivi, onde consentire ai cittadini di svolgere con serenità le normali attività quotidiane.

Se Sì, questa domanda
D.
Quali risposte darete?

Quali provvedimenti adotterete?

Se No, quest’altra domanda
D.
Perché?
Visto che i problemi sono sempre attuali:
- vedi la mancanza del parcheggio, inteso come area parking e non come stalli di sosta , che spesso, durante la manovra di parcheggio, sono causa del blocco quotidiano del traffico anche davanti alla Casa Comunale, con conseguente innalzamento dell’inquinamento dell’aria;
- vedi la caotica viabilità in conseguenza dei lavori del PIT VESEVO, con sensi unici senza una logica, all’uscita di via Matteotti il tratto a doppio senso indispensabile per recarsi in direzione sud non è di larghezza sufficiente per il passaggio di un auto e del bus e spesso si creano ingorghi.

D.
Il PIT VESEVO è stato adottato senza sentire i cittadini, quando un progetto di riqualificazione di un Centro storico incide pesantemente sulla vita dei residenti, non sarebbe giusto e doveroso illustrare agli stessi il progetto e ascoltare il loro pensiero?

D.
Cosa avete fatto all’epoca del PIT VESEVO per evitare la squalificazione del Centro Storico con la sparizione dell’unico parcheggio? Eravate d’accordo? Avete prodotto atti concreti per protestare? Quali?

D.
Il parcheggio pensato per via Sanfelice darà risposte lontane nel tempo, nel frattempo il Centro è in sofferenza, si dovrebbero trovare rimedi urgenti.
Quali pensate di adottare?
O volete lasciare la situazione nello stato attuale?

D.
I cittadini lamentano che quando si blocca il traffico tra la casa comunale e la parrocchia, e in via T.A. Cirillo, l’aria diventa irrespirabile, non pensate sia necessario installare una centralina per il controllo dell’aria? E in caso di problemi adottare misure conseguenti per la salvaguardia della salute pubblica?

D.
Le piattaforme ecologiche non potrebbero essere attrezzate per il recupero dei mobili? Magari con l’aiuto dei volontari, così dopo si potrebbero assegnare ai più bisognosi.

Parcheggi
D.
Per decenni si è trascurato di individuare aree da destinare alla realizzazione dei parcheggi.
In un paese dove le strade sono strette e molti fabbricati non hanno né aree di soste per i veicoli dei residenti, né garage, non dovrebbe essere una della priorità dell’amministrazione trovare un rimedio a questa grave carenza?

D.
Si potrebbero fare accordi con privati e concordare preventivamente i prezzi di vendita dei posti auto e le tariffe orarie per soste temporanee o anche abbonamenti mensili, onde evitare speculazioni?

Viabilità

D.
Alcune strade private non potrebbero essere allargate e diventare pubbliche?
Parlo della via detta del Barone che potrebbe collegare il Centro Storico con l’insediamento abitativo di Via Panoramica.
Così come l’apertura della strada situata alla fine di via Papa Giovanni XXIII, chiusa da pochi anni con un cancello, esiste ancora l’esproprio per pubblica utilità?
Magari si può istituire un senso unico se lo spazio non è sufficiente.

D.
I marciapiedi, dove esistono, non si dovrebbero rendere percorribili, spostando gli alberi, i pali della luce, i banchi dei commercianti, i manufatti di locali pubblici?

D.
Il VERDE attrezzato distribuito sul territorio resterà un miraggio per i prossimi decenni?
D. Le fogne quando saranno fatte?
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Cari Alex e Giovanni ora mi sono stancato, mi sto deprimendo ad elencare tutti i problemi di questo paese, sembra di vivere nella merda, anzi quando piove e i liquami escono fuori dalle nonfogne, siamo veramente nella merda, vedi o’ lignante a Via Diaz.
Ciao e buona fortuna.
Queste domande le avevo preparate su richiesta di due amici o almeno così credevo, ma non le hanno mai poste all’interessato.
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Poi le ho mandate a STABIA CHANNEL, su loro sollecitazione a tutti i cittadini di Boscoreale, ma anche loro non hanno voluto porle allo stesso interessato.
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Tratto dallo
Statuto Comunale
Art. 16
Istanze, petizioni e proposte
1. I cittadini, singoli o associati, residenti o domiciliati nel Comune, possono presentare al Sindaco istanze
con le quali si chiedono le ragioni di determinati comportamenti o su aspetti dell’attività amministrativa,
o petizioni volte ad attivare l’iniziativa degli organi del Comune su questioni di interesse collettivo. Il
Sindaco è tenuto a rispondere, con atto motivato, entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza o della
petizione.
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Messaggio nella bottiglia n. 6 – 10 agosto 2011

La nostra vita è diventata un campo arido

Per far tornare a germogliare la nostra vita, occorre agire come dei contadini: dissodare, arare, seminare, coltivare, togliere le erbacce e solo dopo, sperare di raccogliere.

Forse non basterà a salvare l’umanità, ma bisogna provarci.

Perchè se si continua a raccogliere dove non si è lavorato, e tutti faranno lo stesso, verrà un giorno in cui ci ciberemo dei nostri simili.
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*giugno 2009

Illustrissimo Signor Presidente Giorgio Napolitano,

mi chiamo Vincenzo Martire, e sopravvivo dal 1958 a Boscoreale, un paese alle falde del Vesuvio.

Non voglio raccontarle una storia personale, ma vorrei cercare di porre la sua attenzione su una storia che potrebbe essere la sua, la mia e di qualunque altro uomo che per un volere non si sa di Chi, è nato e vive in questa terra, piena di contraddizioni, di difficoltà, ma ricchissima di uomini e donne con buoni sentimenti.

Non sono espertissimo in informatica, ma nel 2005 ho creato sul web un sito: www.boscorealeperamico.it, con il quale mi proponevo di evidenziare gli aspetti più belli della mia città.

Purtroppo la realtà ci dice che gli aspetti negativi soffocano prepotentemente quelli positivi.

Dopo aver raccolto e pubblicato tutto quello che mi sembrava utile, ho deciso di scriverle questa lettera e a questo proposito, Le vorrei elencare alcune mie considerazioni, o forse sogni, circa la vivibilità di una città o di un paese. Priorità indispensabili per una vita civile:

* Sistema fognario funzionante (quando piove a Boscoreale non si può quasi uscire a piedi, e gli scarichi fecali non si capisce bene dove vanno a finire). Quanti decenni e quanti finanziamenti occorrono ad un’Amministrazione Comunale per fare le fogne in un comune di 27.000 abitanti?
* Strade illuminate e senza buche, con marciapiedi non occupati dagli alberi, dai cassonetti, dalle auto, dalle moto, dai banchi dei negozi, dai pali della luce e dai prepotenti.
* Pulizia della città e raccolta dei rifiuti efficace (non infiltrata), vedi inesistenza di piattaforma ecologica e mancanza di contenitori, magari non infiammabili, per la raccolta differenziata in numero sufficiente – Forse temporaneamente la si potrebbe affidare all’Esercito con l’ausilio del servizio civile e noleggiando i camion delle Ditte specializzate, insieme al loro personale. Può succedere che in un territorio dove il lassismo ha incancrenito il senso civico, i militari con gentilezza e fermezza potrebbero insegnare in breve tempo a fare la raccolta differenziata, anche agli aspiranti cittadini più indisciplinati.
* Spazi verdi attrezzati in quantità adeguata al numero di abitanti e ripartita in modo appropriato sul territorio. Si potrebbe provvedere con Commissari ad acta, visto che le amicizie locali dei nostri Amministratori non fanno toccare i terreni dei privati.
* Luoghi deputati alla crescita culturale e all’aggregazione sociale, vedi biblioteca, teatro, cinema, spazi per i giovani, campi di bocce per gli anziani, ecc., affidati alle associazioni e mettendo da parte i Politicanti, che sono stati immobili per decenni.
* Scuole aperte al territorio anche fuori degli orari scolastici.
* Parcheggi per le maledette auto.
* Politici che si occupano del bene comune, e che se hanno governato per un decennio senza riuscire a raggiungere gli obiettivi minimi di vivibilità della città, devono essere interdetti da tutte le cariche politiche. (Non chiediamo ai cittadini di non votarli, poiché con il clientelismo tuttora vigente e la mancanza cronica di lavoro, per i politici navigati è un gioco da ragazzi tenere molta parte della popolazione ai loro piedi).
* Apertura di nuovi tracciati stradali sempre con Commissari ad acta, per gli stessi motivi degli spazi verdi, amicizie e clientele, immobilizzano i nostri Amministratori.

Venendo al contenuto dell’oggetto, “Prima di andare via”, che vuole essere un messaggio alle mie figlie, ai loro amici e a tutti quelli che appena possono scappano da Boscoreale, le riporto la corrispondenza intercorsa tra il sottoscritto e una coppia di giovani emigrati Boschesi che hanno scritto al mio sito.

Mail pervenuta:

Ciao e complimenti x il sito. Siamo una giovane coppia di emigranti, di origini boschesi, attualmente residente a Parma x i classici motivi di lavoro.
Dal sito l’immagine di Boscoreale risulta molto più pulita e serena di quanto in realtà non sia, aggiungeremmo purtroppo.

La nostra esperienza personale ci ha fatto conoscere luoghi e persone civili e un’amministrazione comunale rispettosa della legalità ed interessata alle reali esigenze legate al territorio, contrariamente a quanto è accaduto in questi anni giù al sud.

Siamo convinti, avendo vissuto a Boscoreale ed avendo conosciuto molti dei suoi abitanti, che anche lì la maggior parte della gente sia onesta, ma, purtroppo, l’immagine che diamo all’esterno è assolutamente negativa e risulta difficile spiegare a quanti non conoscono bene la nostra zona, che non siamo tutti ladri o delinquenti!

Per questo vivere al nord non è sempre facile, in quanto siamo, appunto, costretti a combattere contro innumerevoli pregiudizi e bollati da molti come persone da “evitare” e a dover dimostrare, in ambito professionale, di valere molto, prima di essere accettati. Benchè, dunque, a Boscoreale la qualità della vita non sia tra le migliori e i servizi siano praticamente inesistenti, la lontananza dalla nostra terra, ricca di contraddizioni ma anche d’amore e di solidarietà (che qui manca abbastanza), si fa molto sentire e non muore in noi la speranza di tornare un giorno in un paese rinnovato non solo in superficie, ma anche e soprattutto “dentro”.

Un saluto da due boschesi D.O.C.
Francesca Catapano e Domenico Salio. 11 Giugno 2006

La redazione risponde.

Gentili amici Francesca Catapano e Domenico Salio,
vi ringrazio molto per la vostra mail.
Io mi chiamo Vincenzo Martire e sono il responsabile del sito.
Ho molti parenti che vivono fuori da Boscoreale e attraverso la loro vita, riesco a comprendere almeno un poco, tutte le difficoltà che si incontrano fuori dal proprio paese e dalla propria regione.

Nei miei pochi soggiorni nelle città dei miei parenti, ho potuto apprezzare che cosa significa vivere dignitosamente almeno dal punto di vista ambientale e civile: strade senza buche, marciapiedi, rete fognaria, asili nido, isole pedonali, parcheggi, parchi pubblici, biblioteche, cinema, teatri, piste ciclabili, pubblica illuminazione efficiente, pulizia dell’ambiente, ecc. ecc., cose che purtroppo nel nostro paese sembrano un miraggio.

La cosa che più deprime della nostra Boscoreale, è la quasi totale assenza della speranza da parte dei cittadini di vedere un giorno una città migliore.
Da circa un anno ho messo in rete il sito www.boscorealeperamico.it, e proprio nella pagina dove dovrebbe accendersi il dibattito su cosa desideriamo per la nostra città, c’è il silenzio più assoluto.

Sembra che ci sia una totale rassegnazione allo stato attuale delle cose.

Io ho una mia idea su quanto accade, penso che quando andiamo a votare, scegliamo i nostri rappresentanti, ognuno secondo i propri calcoli, che proprio perchè sono calcoli soggettivi, non valutano, con obiettività, l’operato dei pubblici amministratori che nei vari decenni si sono occupati della cosa pubblica.

Se applicassimo l’equazione: se il paese e tutte le sue realtà sono il risultato dell’operato dei suoi amministratori, allora, visto che il nostro paese non ci piace, dovremmo far accomodare tutti i politici degli ultimi decenni fuori dalle istituzioni. Questa è una cosa che invece non accade mai.

La seconda cosa che ritengo sia corresponsabile dello stato di cose attuali, è la mancanza di una coscienza collettiva: singolarmente riusciamo ancora ad arrabbiarci e a dire la nostra, al bar, in piazza, dal barbiere, in salumeria, ma quando c’è da intraprendere una iniziativa concreta insieme agli altri, allora diventiamo tutti apatici o calcolatori: preferisco starmene per i fatti miei; oppure: mi conviene o non mi conviene espormi?

Spero di non avervi tediato, e vi prometto per quanto è nelle mie possibilità di tenere sempre vivo e aggiornato il sito, anche e soprattutto per i concittadini che vivono fuori.

P.S. Se vi va, mandate qualche foto di dove vivete, che la pubblico sul sito, insieme alla vostra mail.

Illustrissimo Signor Presidente, questa mia lettera vuole essere come un messaggio nella bottiglia lanciata nel mare della nostra vita, appunto “Prima di andare via”.

Cordiali saluti da un uomo che ha sempre sperato in un futuro migliore e che per destino o per scelta non ha lasciato il paese natio. Con Osservanza, Vincenzo Martire.
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Per alcuni decenni, i nostri politicanti hanno sperperato miliardi su miliardi, fino ad arrivare alla catastrofe attuale. Non saprei da dove cominciare, quindi peschiamo a caso nella memoria e non sarò comunque esaustivo.

Novembre 1980: terremoto in Irpinia, morte e distruzione, ricostruzione e arricchimenti, opere inutilizzate o mai finite, appalti, tangenti e corruzione. Le opere pubbliche in genere, costano spesso il doppio o il triplo rispetto ad altri stati europei. Il deficit della sanità pubblica è un pozzo senza fine. Evasione fiscale, elusione fiscale, hanno raggiunto proporzioni ciclopiche, con tutti i governi che sono stati sempre a guardare.

Da tante parti, voci pseudo-autorevoli, ci dicono che viviamo al di sopra delle nostre possibilità economiche, non ci indicano però chi sono i maggiori responsabili di questa grave situazione, esse guardano solo i frutti proibiti, ossia i privilegi dei cittadini, che vanno a scuola, hanno le cure mediche, hanno i mezzi di trasporto pubblico; non guardano invece l’albero che li ha prodotti questi pseudo-privilegi.

Quasi sempre si è trattato di alberi dalle sembianze di piccoli uomini politici, ossia di politicanti che hanno solo ed esclusivamente pensato a curare i propri interessi personali economici e/o politici, con assunzioni clientelari, con appalti affidati ad amici e conoscenti, e anche con consulenze a pioggia.

Quando si dice corruzione, evasione, elusione, appalti gonfiati, sembra che siano evocate parole misteriose e invece basta poco per capire dove sono andati a finire i frutti illeciti di queste pratiche, che la morale pubblica condanna sempre, ma che nel privato quasi tutti quelli che hanno fra le mani i soldi pubblici mettono in pratica. Oggi il Governo ha predisposto il fallo spinoso, la manovra, che andrà a colpire solo marginalmente i responsabili storici della catastrofe economica.

Nell’era dell’informatica, basta un clic per sapere chi, fra tutti quelli che hanno amministrato soldi pubblici, cioè amministratori di aziende pubbliche e amministratori politici, ha visto lievitare in poco tempo le proprie ricchezze, i propri beni mobili e immobili, come basta un clic, per sapere in base al tenore di vita di ciascuno, se questo tenore è compatibile con quanto viene dichiarano al fisco.

Ora caro Governo, quel clic non lo vuoi, o meglio non lo puoi utilizzare, perché essendo strumento nelle mani dei potenti della finanza e della politica, hai dovuto rinunciare a colpire i mandanti del deficit pubblico, e insieme avete concertato che siccome le famiglie italiane hanno ancora molti risparmi, si può ancora dare un’ulteriore spremitura alla classe media.

Ora, ragionando di fantasia, mi viene da pensare che quando la massa non avrà quasi più nulla, si dovrà accontentare di un tozzo di pane. E chi glielo offrirà? Sicuramente i soliti noti, ossia chi ha rubato, chi ha costruito il suo impero economico sfruttando le finanze pubbliche ecc.

Il Sistema ha bisogno di nuovi schiavi, magari con una laurea, o con una buona professionalità lavorativa, però l’importante è che siano ricattabili, come è accaduto per la Fiat di Pomigliano, far diventare i diritti conquistati con tante lotte, come una concessione di favori da parte del pappone di turno, e il gioco è fatto.

E se invece…
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B A S T A – P A R L A R E

E’ – T E M P O – D I – A G I R E

MOVIMENTO POPOLARE A SOSTEGNO DI TUTTA LA SOCIETA’ CIVILE.

M.N.C. (Movimento Nazionale Correttivo).
Il motto è PALEAS – PACEAM – PNC
(Pronti a Lottare e a Soffrire – Pronti a Combattere e a Morire – Pronti nel Cuore)
Valori caratterizzanti: SOLIDARIETA’ – CONDIVISONE – SPERANZA (ZAZIWE)

Ci si prefigge di bonificare la Grande Fossa Biologica costituita dalla società corrotta e dalla terra devastata.
Si deve intervenire sugli errori commessi, rimuovere e trattare in profondità e in modo radicale tutte le scorie accumulate, sia quelle fisiche, vedi inquinamento, distruzione del verde, urbanizzazione selvaggia, e sia quelle spirituali, vedi comportamenti deviati, mancanza di rispetto del prossimo e delle regole, corruzione dilagante, uso di sostanze dopanti, distruzione dei valori civili e morali.

Individuare dei leader che dimostrino di avere dinamismo, intelligenza e inventiva, che siano fortemente motivati nel risanamento dell’umanità intera, e che si comportino con coerenza.

Vedere nei progetti del MOVIMENTO dei sogni per i quali si è ancora pronti a morire, sia spiritualmente che fisicamente.

Avere dentro di sé l’ardente desiderio di una vita migliore.

Per non deragliare ci si dovrà sempre immedesimare nei problemi dell’altro.

Le azioni del MOVIMENTO devono essere come dei fili di acciaio che costituiscono l’ossatura di una lunga e robusta corda, alla quale troveranno sostegno i tiepidi, gli umili e gli ultimi.

L’ANALISI
Premessa: La nostra classe politica non è una fatalità.

• La gente umile è stata plagiata dai media e dagli affabulatori, le persone sono state trasformate in esseri umani senza volto, senza voce, che non conta nulla, e vengono trascinate, ogni giorno che passa, sempre più in basso nella terra. Quella terra che è stata martoriata dai prepotenti.
• La voglia di lottare deve diventare contagiosa, perché una massiccia adesione della popolazione costituisce motivo di preoccupazione in alto loco, e questo può innescare un principio di cambiamento nel comportamento del SISTEMA.
• Il saluto può essere quello di Nelson Mandela : amici, compagni, fratelli, vi saluto nel nome della Pace, della Democrazia e della Libertà.
• I partecipanti al MOVIMENTO non dovranno sentirsi mai profeti, ma umili servitori, e devono avvertire le proprie azioni come le uniche capaci di farli sentire ancora persone.

LE AZIONI
Piccole azioni per grandi traguardi.
• Ognuno cominci a guardare dentro di sé, e compia un’opera di bonifica nei suoi comportamenti, nel suo linguaggio, nei suoi sentimenti, faccia uscire la propria coscienza dal limbo nel quale è stata spinta dai comportamenti inumani della società e la faccia ritornare ad essere il faro della sua vita.
• In ogni famiglia ci sia il confronto e la bonifica collettiva da tutto quello che il comportamento scorretto di ciascuno ha riversato nell’ambito familiare. Si ritorni a dialogare apertamente, si spenga un poco la televisione, ci si riappropri delle relazioni umane appaganti.
• In ogni condominio si ritorni alle origini delle prime comunità, dove la condivisione degli spazi era motivo di gioia e non il ring dove litigare, il buonsenso e la tolleranza tornino a farci compagnia.
• Nel quartiere ci si faccia carico degli spazi e delle risorse collettive, impegnarsi come volontari nella pulizia delle erbacce e nei piccoli lavori che non comportano spese, non caricare sempre tutti gli oneri sulla macchina comunale.
• Non lasciare mai soli i rappresentanti politici eletti, non dargli deleghe in bianco, sono uomini e come tali possono deviare, quindi occorre stargli vicino, con istanze, petizioni, spronandoli a dare risposte concrete e tempestive alle esigenze primarie della comunità. Far sentire con forza il proprio dissenso sulle azioni amministrative non condivise. Organizzare e partecipare ad assemblee pubbliche dove discutere i progetti dell’Amministrazione, quando questi potrebbero influire in maniera pesante sulla vivibilità del territorio.
• Informarsi sempre sui regolamenti del proprio Comune e pretendere il rispetto degli stessi.
• Partecipare attivamente alla vita sociale della comunità, impegnarsi nelle associazioni o nei movimenti, non tentare di risolvere i problemi da soli, si hanno meno possibilità di riuscirvi.
• Documento da rielaborare e incrementare in base alle realtà locali.

19 Maggio 2009
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supposte acide
SUPPOSTA 1

A volte viene da sorridere, i vincoli paesaggistici o ambientali, ostacolano le
opere di pubblica utilità, che proprio per rispettare questi vincoli vedono
aumentare e di molto il loro costo, e in questo momento di grave crisi
finanziaria sono vincoli che strangolano ancora di più l’economia di una
nazione moribonda e quasi sul lastrico. Dall’altro gli stessi vincoli sono
stati derogati per sommergere l’area sud est del Vesuvio, finto parco
nazionale, di munnezza, di rifiuti pericolosi, di chissà quali altre sostanze
tossiche che viaggiavano sotto mentite spoglie, senza che lo Stato si
opponesse, anzi militarizzando l’area, esso stesso ha protetto lo scempio
ambientale. Una domanda vorrei porre ai preposti che studiano e impongono
vincoli, quei vincoli che non permettono di costruire nemmeno un pollaio.
Quando su quello stesso territorio, con una deroga concessa dallo Stato si è
autorizzato l’avvelenamento dello stesso, con la realizzazione di discariche
che ovunque vengono fatte, nel tempo si scopre sempre che non sono mai a norma,
non vi siete sentiti inutili? Perchè non ammettete la vostra impotenza e ve ne
andate via per sempre, voi e i vostri finti e ridicoli vincoli? Dato che ci
siete, portate con voi anche chi vi ha sponsorizzato e vi ha dato quel posto.
Il popolo vesuviano ve ne sarà eternamente grato.

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