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Le inadempienze omissive del Comune

Signor Presidente Giorgio Napolitano ora è venuto per Lei il momento di intervenire

Signor Presidente Giorgio Napolitano, a Boscoreale (NA) si celebrano ogni anno le giornate della legalità, ma poi vengono perpetrate azioni omissive, da parte degli amministratori, che di legale non hanno proprio nulla, vedi le mancate risposte alle varie petizioni presentate al Comune e firmate da migliaia di cittadini che, da alcuni anni ormai, attendono invano  risposte dallo Stato ad ogni livello.

Lei, più volte interpellato sulla questione, che fa? Nulla, o meglio risponde che non può intervenire sulle malefatte degli  amministratori locali che fanno quello che più gli aggrada sulla pelle dei cittadini.

Noi cittadini “liberi” non siamo convinti che Lei non può fare nulla e Le chiediamo ancora una volta di intervenire, ora, prima che Boscoreale muoia completamente.

Boscoreale. La cittadinanza nonostante tutto, è ancora viva. Durante il Consiglio Comunale del 28 novembre 2013, un rappresentante del Comitato Civico Boscoreale 2008 ha chiesto formalmente al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e ad alcuni Consiglieri di discutere, in un prossimo Consiglio, la petizione presentata nel 2008 e ripresentata il 30 ottobre 2013

 

La petizione  aggiornata, riguardante il ripristino, almeno parziale, del parcheggio di piazza Pace è la seguente:                                          

OGGETTO: Richiesta di utilizzo momentaneo di una parte di Piazza Pace per la sosta degli autoveicoli, dal lunedì al sabato, in attesa della costruzione di uno o più parcheggi nel Centro Storico di Boscoreale. Richiesta di adozione del doppio senso di marcia sulla strada che collega il lato sud con il lato nord della stessa piazza, con conseguente nuova disciplina della viabilità in via Matteotti.

 I lavori di riqualificazione del centro storico di Boscoreale, conclusi nel 2007, hanno visto l’abolizione di un troncone di strada e la cancellazione dell’unico parcheggio che era a servizio di numerose attività. Due banche, una scuola, due chiese, numerosi esercizi commerciali, studi di professionisti, due farmacie, un numero imprecisato di residenti (almeno tremila), e lo stesso Comune, con tutti i suoi dipendenti, si sono visti privati di uno spazio congeniale per la sosta delle auto. La mancanza del parcheggio ha creato, da un lato un traffico impazzito nelle ore di punta, dall’altro l’impossibilità di fermarsi. Si è verificata, così, una morte lenta per asfissia della vita economica, sociale e culturale di un’intera comunità. I lavori sono stati imposti alla popolazione dal potere politico, sordo a qualsiasi suggerimento nella stesura del progetto. Fatto ancora più grave, nella fase precedente la consegna dei lavori, è stato il comportamento anomalo di un Commissario prefettizio, il quale, su “Informa Comune“, notiziario ufficiale delle attività comunali, già nel mese di Luglio del 2006, aveva dichiarato che era cosciente della carenza progettuale.

“Prima dell’inizio dei lavoridichiarava il Commissario per evitare disagi ai commercianti e ai residenti, ho in corso trattative con alcuni privati per la realizzazione, su terreni di loro proprietà, di parcheggi alternativi alla piazza”.

Tre mesi dopo, invece, senza aver fatto nulla per rimediare alle carenze macroscopiche del progetto, e cosa ancor più grave, venendo meno alla parola data sul notiziario, consentiva la partenza di quei lavori maledetti non convocando alcun cittadino, anzi, condannando loro a una lenta agonia. In questi ultimi anni nelle strade adiacenti a Piazza Pace, luogo principale dei lavori di “squalificazione”, sono morti economicamente numerosi esercizi commerciali. Alcuni sono emigrati in altri paesi o luoghi serviti da parcheggi, altri hanno semplicemente chiuso l’attività ben prima della crisi economica. In questi giorni, i commercianti superstiti della zona, si sono recati in Municipio ripresentando una petizione popolare, visto che dal 2007 a oggi non hanno mai ottenuto risposta a qualsiasi livello istituzionale. La squalificazione del Centro Storico ha desertificato i luoghi e l’ingorgo dei primi tempi oggi quasi non c’è più, e tra poco non ci saranno più neanche i cittadini, ma resteranno solo quei pochi fantasmi che ancora si ostinano ad aggirarsi da mattina a sera sullo Spiazzo della Pace Eterna.

Per tutti i motivi su esposti si chiede di riesaminare la petizione in seno al prossimo Consiglio Comunale, da tenersi con urgenza. Con la grave crisi economica si rischia di far sparire completamente le attività commerciali dal Centro Storico, e di conseguenza, si verificherà la morte definitiva della comunità che vive in questi posti.

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