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Goccia a goccia

Una brutta storia a Boscoreale (NA)

I fatti.
Febbraio 2008: un martire vesuviano pazzo chiede e ottiene in comodato d’uso dalle Ferrovie dello Stato la vecchia, putrida, fatiscente e abbandonata stazione FS, per svolgervi attività di recupero ambientale, attività sociali, attività culturali e attività ricreative.

Per circa un anno, con l’aiuto di tanti altri vesuviani pazzi, cittadini giovani e adulti, commercianti, artigiani, imprese varie, viene effettuato un lavoro di bonifica ambientale, di riparazione delle strutture, di rifacimento degli impianti, elettrico e idrico, ecc.

Il 22 novembre 2009 alla presenza di un funzionario delle FS vengono inaugurati i locali e si riporta in vita un luogo deteriorato e abbandonato, in poche parole si compie un piccolo miracolo: dove lo Stato, attraverso l’Amministrazione Comunale di Boscoreale ha fallito con lo sperpero di soldi pubblici, per una locazione durata 5 anni, senza aver mai utilizzato quegli spazi e quei locali, alcuni cittadini volontari, hanno rimediato a questo fallimento con le proprie mani e con i propri risparmi.

Nel 2010, durante la grave emergenza sanitaria dovuta alla folle decisione di aprire una discarica quasi nel cuore del paese, i miasmi, scatenati dallo sversamento incontrollato di rifiuti in putrefazione provenienti da siti di stoccaggio temporaneo della Campania, insieme a chissà quali altri sostanze pericolose, provocavano bruciori alla gola e senso di nausea anche ai cittadini del centro storico, e l’associazione Stella Cometa formata da tanti di quei cittadini, ha aperto le porte della stazione per accogliere la comunità che lì ha organizzato pubbliche assemblee per affrontare la grave questione.

In questi giorni alcuni di quei cittadini, che non potendo respirare, avevano cercato, ognuno a suo modo, di ribellarsi a tanta sofferenza, agendo sicuramente per legittima difesa, per difendere appunto il loro diritto a respirare, hanno ricevuto degli avvisi di garanzia. Alcuni di questi destinatari degli avvisi di garanzia, sono stati riconosciuti da organi di polizia investigativa come appartenenti all’associazione Stella Cometa, e non si capisce se questa precisazione sia stata fatta per segnalare ai magistrati che facendo parte di un’associazione che ha rimediato ai guasti dello Stato, con una grande opera di risanamento di un bene pubblico, non possono in alcun modo essere ritenuti pericolosi o se al contrario, dato che l’associazione Stella Cometa ha aperto le porte alla comunità che protestava e che lottava per non soffrire, l’appartenenza all’associazione deve essere ritenuta come pericolosa per l’ordine pubblico.

Ieri sera uno di questi soci, che ha anche l’aggravante di essere socio fondatore, mi ha confidato di aver dichiarato la sua estraneità e la sua lontananza dall’associazione, proprio per prendere le distanze in vista di un eventuale rinvio a giudizio. La mia amarezza è al massimo, non per il comportamento di un amico, che, sentendosi minacciato, ha ritrattato la stima e il sostegno che sempre mi ha dimostrato in tante occasioni, ma perché quando accadono questi episodi, non mi sento più un cittadino italiano, e lo Stato mi appare morto.

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