GOCCIA DOPO GOCCIA………solo il GESTO RESTA!
Qualche tempo fa, una persona molto gentile, la mia psicologa, con la quale avevo avuto molte conversazioni terapeutiche e alcuni scambi di idee sulla realtà del nostro territorio, mi disse: “dovrebbe scrivere un libro”.
Risposi: “veramente io ho già scritto molto, forse anche “troppo” e allora eccolo il mio
LIBRO SPECIALE, è solo un
GESTO DI AMORE VERSO LA TERRA DOVE SONO NATO E DOVE VIVO, USCITO DAL MIO CUORE, SCRITTO SOLO PER FAR RIFLETTERE COLORO CHE VI ABITANO!
Poi ecco l’appendice al libro
LA STAZIONE, un altro semplice gesto di affetto per la mia comunità!

SE POTETE, MANDATE UN PICCOLO AIUTO AI VALOROSI VOLONTARI DELLA STAZIONE, VI GARANTISCO CHE ESSI NE FARANNO BUON USO, che potrete visionare di persona, facendo visita alla STRUTTURA PUBBLICA, CHE HANNO STRAPPATO AL DEGRADO E MESSA A DISPOSIZIONE DI TUTTA LA COLLETTIVITA’.
ECCO I RIFERIMENTI PER UN’OFFERTA, SI RINGRAZIA ANTICIPATAMENTE.
Per sostenere l’associazione LA STAZIONE-STELLA COMETA possiamo effettuare un bonifico bancario sul seguente codice IBAN IT64H0306909606100000170995 indicando come Causale “Sostengo LA STAZIONE-STELLA COMETA” .
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Questo invece è il Codice Fiscale dell’Associazione LA STAZIONE-STELLA COMETA
per destinare il nostro CINQUE per MILLE a sostegno del progetto sociale, culturale e ambientale, portato avanti dai volontari della STAZIONE di Boscoreale (NA).
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Quello che oggi è uno spazio vivo e pieno di iniziative, un tempo era una stazione abbandonata, dimenticata da tutti. Noi l’abbiamo vista con occhi diversi: ci siamo immaginati bambini che ridono, adulti che imparano, volontari che si incontrano, mani che creano, persone che si aiutano. Così, nel 2006, è nata La Stazione – Stella Cometa, un’associazione che crede nella bellezza, nella cultura e nella possibilità di cambiare le cose insieme. Nel cuore di Boscoreale, in provincia di Napoli, abbiamo trasformato la vecchia stazione ferroviaria in un luogo aperto a tutti. Un presidio di umanità, dove si tengono corsi, laboratori, cineforum, spettacoli e concerti. Tutto grazie al lavoro volontario e alla partecipazione di chi ci crede davvero.
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Riflessioni a cura di Ezio Petrillo volontario dell’associazione
La Stazione è diventata un simbolo scomodo per tanti politicanti, poiché oggi, in quella che era una vecchia e malandata ferrovia, alcuni cittadini temerari, facendo tanti sacrifici, hanno dimostrato che esiste ancora qualcuno che può occuparsi della gestione di un bene comune senza ricavarci nulla di personale e senza sperperare denaro pubblico. Un vero e proprio antidoto alla cultura imperante che ci vuole spreconi quando si tratta di gestire risorse pubbliche e spilorci e menefreghisti, quando a muoversi è il privato. E se c’è una realtà che è andata oltre tale stucchevole dicotomia tra pubblico e privato è proprio quella dell’associazionismo volontario, che, in un caso come quello de “la Stazione”, incarna al meglio la cultura della gestione di beni collettivi con la sagacia e l’applicazione di rigidi parametri di bilancio, in modo da riuscire, ogni anno, ad autofinanziarsi e sostenere le proprie attività. Sognare e restare umani, diventano oggi le linee guida dei volontari della “Stazione” che, consapevoli ad esempio delle difficoltà dei profughi che si trovano sul territorio vesuviano, non hanno esitato a raccogliere coperte e vestiti adeguati, per chi, venendo da altri mondi, ha l’anima lacerata dalla guerra. Una testimonianza, tra le tante, di umanità che oggi diventa fondamentale per raccogliere la sfida di chi ci vorrebbe continuamente in guerra. Il mondo per cui lottiamo passa anche da questo germoglio di speranza alle falde del Vesuvio. Basta prendersene cura.
*************È per questo che i volontari della Stazione sono come un piccolo manipolo di soldati “civici” a difesa di una società libera che si batte, in trincea, alla frontiera di se stessa, minacciata da ogni parte dalla corruzione, dal malaffare, dal pressappochismo che, giorno dopo giorno, ne stanno erodendo i confini. Sostenerli significa, per questi motivi, dare una mano a una piccola grande battaglia rivoluzionaria, che dalle pendici del Vesuvio può finire persino dentro ognuno di voi.

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