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VERGOGNE

405.venerdì 9 ottobre come oggi: questa SCHIFEZZA accadeva venerdì 9 ottobre 2009 a Boscoreale in Provincia di NAPOLI nella Grande Regione CAMPANIA in uno Stato di MERDA chiamato ITALIA il Bel Paese della RICOTTA!!

UNA VERGOGNA DI STATO questa SCHIFEZZA accadeva venerdì 9 ottobre 2009 a Boscoreale in Provincia di NAPOLI nella Grande Regione CAMPANIA in uno Stato di MERDA chiamato ITALIA il Bel Paese della RICOTTA!!

https://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/proverbi-napoletani/132740-ricuttaro-napoletano-significato/

Oggi, per estensione, ricuttaro è chiunque non svolga nessun lavoro (o lavoro considerato davvero tale) e campa benissimo sfruttando gli altri: ecco perché il popolo la usa frequentemente nei confronti dei politici, non visti di buon occhio specialmente al giorno d’oggi.

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Di fronte ad un sopruso dello Stato che si abbatte sulla comunità in cui si vive, si spera, si sogna, lo stare in silenzio, non è incolpevole: o siamo complici del sistema affaristico o siamo vigliacchi.
Il non mi interessa non è ammesso, perché il fatto ci riguarda sempre in quanto cittadini che hanno i loro DIRITTI e che quasi sempre nutrono l’erario, che poi puntualmente viene saccheggiato dai potenti/prepotenti/delinquenti, ai quali magari abbiamo dato il nostro consenso elettorale. Per capire come stiamo messi basta usare lo specchio delle nostre azioni e omissioni. Il mondo va male? Sì, anche per le nostre in-decisioni: mi schiero o non mi schiero con il Bene Comune? E combatto ogni giorno?
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Il romanzo di Italo Calvino, le città invisibili si conclude con un dialogo illuminante. Al Gran Khan sfiduciato che sostiene l’inutilità della ricerca di città lontane, che per lui non può che portare all’incubo dell’inferno, Marco Polo, a conclusione del suo viaggio immaginario risponde serafico: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che già è qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
La comunicazione sapiente non può che essere d’aiuto ad accogliere e perseguire questo prezioso rischio del “riconoscimento”. Noi di Labsus, spesso, abbiamo scoperto anche delle vere perle. E ci siamo messi in testa che sarebbe un peccato non “farle durare, né dar loro spazio”.

https://www.labsus.org/2019/04/informazione-e-beni-comuni-se-la-notizia-non-e-il-conflitto/

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